Flocks and pastures: endangered chefs along the ancient Via Francigena.

Greggi, pascoli e pastori: mestieri in via d'estinzione lungo l'antica Via Francigena.
Un mestiere antichissimo, antico quanto il mondo, che esprime quasi un modo indomito e ribelle di vivere e di intendere l'esistenza. Uno stile di vita in armonia ed in simbiosi con la Natura, sotto la protezione del dio Pan, celebrato in innumerevoli opere d'arte che portano didascalie come arcadia, pastorale o silvano, termini che evocano il ricordo di un paradiso perduto: la vita del pastore è stata idealizzata nei miti e nelle favole come una condizione idilliaca, e per il suo essere indipendente e a contatto con le forze misteriose della natura, che forse sa manipolare ed interpretare, il pastore è stato spesso associato a manifestazioni magiche, quasi demoniache o soprannaturali.
Oggi tutto questo, almeno nel nostro territorio, appare solo come un lontano eco di qualche mito esotico e che non ci appartiene più, se non che può capitare, girovagando per le nostre valli, e con un po' di fortuna, di imbattersi ancor oggi, in qualche superstite testimone di questa antica cultura, ed ecco allora che ci si sente catapultati in un altro mondo, arcaico e suggestivo, come in una nuova arcadia.
In queste foto il racconto di questo incontro inaspettato in
Val Sporzana, sulle pendici del Monte Primzera, non distante da Fornovo.

Ottobre 2018